L’evoluzione della VPN e la sua importanza nell’era del cloud computing

Nel 1996, un ingegnere Microsoft di nome Gurdeep Singh-Pall ha sviluppato il Peer-to-Peer Tunneling Protocol (PPTP). L’obiettivo era utilizzare gli indirizzi IP per cambiare i pacchetti di rete e offrire ai dipendenti un mezzo sicuro e privato per connettersi all’intranet della propria organizzazione. È stato un momento spartiacque che avrebbe istigato l’avvento della tecnologia VPN.

Nelle sue fasi iniziali, quando la VPN veniva utilizzata da utenti professionali per lavorare in remoto, la maggior parte dei sistemi e delle applicazioni veniva utilizzata all’interno del data center aziendale. Si consideri Microsoft Exchange, per esempio. Per utilizzare la piattaforma, le persone dovevano utilizzare un MAPI (Messaging Application Programming Interface) o un client RPC (Remote Procedure Call) per accedere alle proprie e-mail. Ciò significava che anche gli utenti dovevano essere sulla rete VPN, a meno che non avessero falle di sicurezza significative nei loro firewall. Tuttavia, nel 2003, è emerso un nuovo protocollo di connessione chiamato RPC su HTTPS, che consentiva a un client di connettersi a un server Microsoft Exchange tramite un canale protetto SSL su Internet; eliminando così la necessità di una VPN e, infine, abilitando il modello “Outlook Anywhere”.

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