In una pandemia globale, chi possiede Internet è più importante che mai

Le ultime settimane hanno visto la forza lavoro internazionale passare a modelli di lavoro a distanza, poiché i college e le scuole facilitano le lezioni online e la condivisione delle informazioni da fonti governative diventa parte integrante della vita quotidiana. Alle prese con la pandemia di Covid-19, un gran numero di paesi ha preso la decisione di imporre il distanziamento sociale, nel tentativo di rallentare la diffusione del virus. Questi sviluppi hanno portato a una maggiore dipendenza da Internet e dalla tecnologia moderna per superare la separazione professionale e sociale. L’attuale ambiente digitale sta diventando sempre più popolato e sta diventando sempre più importante chiederci: chi possiede Internet e come traggono profitto dalla nostra dipendenza? A prima vista, potrebbe sembrare logico presumere che nessun ente pubblico o privato possieda veramente Internet; è uno spazio libero e non associato a nessuna società o organizzazione. Ma, mentre approfondiamo ed esaminiamo il mondo online, è chiaro che Internet è di proprietà privata, a svantaggio del pubblico.

In questo momento, Big Tech controlla Internet: alcune aziende hanno monopoli, o quasi monopoli, su servizi essenziali come motori di ricerca, acquisti e notizie. Queste società possono stabilire le regole di base di Internet, nonostante l’intervento occasionale del governo. Con circa 190 milioni di utenti negli Stati Uniti, Facebook, un ottimo esempio di tale società, può potenzialmente guadagnare fino a 76 milioni di dollari dalla vendita di dati sugli utenti statunitensi. Anche se viene introdotta una maggiore regolamentazione sulla privacy dei dati e vengono compiuti sforzi per mettere i consumatori al primo posto, la motivazione per queste aziende a cambiare i propri modelli di business o limitare la raccolta e la condivisione dei dati è comprensibilmente bassa. Man mano che la Silicon Valley si arricchisce, gli utenti regolari si trovano in un ambiente di dati tossico. Aziende come Clearview AI e la screditata Cambridge Analytica abusano delle informazioni che acquisiscono, peggiorando il mondo per tutti tranne alcuni stakeholder.

Riprendere il controllo delle informazioni

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